Gabriele Turi, Il Mulino.

Questo volume segnò l’inizio di un lungo filone di ricerca dedicato al rapporto tra intellettuali e regime e la fine dell’idea comune che i professionisti della cultura fossero stati perlopiù antifascisti o afascisti. Il consenso alla dittatura basato in parte su convenienza e in parte su simpatia ideologica, il protagonismo di molti accademici (come Giovanni Gentile, a cui lo stesso Turi avrebbe dedicato una biografia nel 2006) nella costruzione dello stato nuovo e l’acquiescenza della maggioranza dei membri di università e accademie anche di fronte ai provvedimenti più odiosi del regime (come le leggi razziali) hanno rappresentato una svolta nella percezione del Ventennio.