Adriano Roccucci, Archivio Guido Izzi.

Sin dagli anni Settanta del Novecento, le ricerche sul fascismo su scala locale hanno rappresentato un filone di successo, ricco di spunti e spesso fondamentale per comprendere le diverse declinazioni della dittatura, dalle sue origini agli anni del consenso, nella Penisola. Il volume di Roccucci si inscrive parzialmente in questa tradizione, ma offre uno sguardo allo stesso tempo più complesso e più profondo. Il movimento nazionalista che ne è protagonista fu precursore, poi competitore, quindi fiancheggiatore subalterno del più aggressivo e spregiudicato movimento fascista, che ne raccolse la carica di violenza e di radicale rottura rispetto all’ordine liberale, e che finì poi per assorbirlo.